Transito 2008

E’ stata davvero una sorpresa ricevere la proposta di animare il transito del serafico padre Francesco che ogni anno l’OFS di Maletto si propone di far rivivere alla comunità parrocchiale. Certo, per il nostro “neonato” gruppo è stata una bella sfida considerando che era la nostra PRIMA esperienza… ma una sfida che ha mostrato a noi stessi di possedere già tanta maturità. Abbiamo cercato mille modi diversi di far rivivere il nostro santo patrono d’Italia e non fermarci solamente al momento del transito, ma di far assaporare ai presenti l’indole umile del piccolo frate di Assisi.

La figura di San Francesco d’Assisi accompagna la vita degli italiani sin dall’infanzia. Fin da bambini la sua figura rassicurante e mite è associata alla ripresa dell’anno scolastico, comparendo solitamente tra le prime pagine dei libri di lettura alle elementari, per poi rispuntare alle scuole superiori con il Cantico delle Creature, annoverato tra i primi esempi di scrittura in volgare; e per i più fortunati, anche nel XI canto del Paradiso di Dante, poco prima della maturità. Ma aldilà dell’episodio con il Lupo di Gubbio e del primo presepe di Greccio, credo che pochi possano dire di conoscere veramente il santo di Assisi; ed è un vero peccato, perché la sua attualità è a dir poco sorprendente.

Francesco è l’uomo che sa leggere i segni del suo tempo e che riesce ad entrare in sintonia con la realtà sociale che lo circonda, a cui riesce a parlare della novità di Dio. La via della “penitenza”, ossia della conversione, affascina ben presto il mondo attorno a lui e diventa una specie di contagio benefico che si allarga in pochi anni in tutta l’Europa. In Francesco si respira, oggi come allora, il fatto che vivere il Vangelo è non solo possibile, ma addirittura desiderabile e promessa di realizzazione di felicità. É Cristo la massima realizzazione per ogni ceto di fedeli, che siano ricchi o poveri, nobili o plebei, celibi o coniugati: la santità è per tutti! Infatti, come molti uomini seguono Francesco lasciando tutto e vivendo il Vangelo in povertà e fraternità, così pure molte donne seguono Chiara, che da lui ha ottenuto una prima “forma di vita”. Ma anche numerosi laici desiderano vivere i medesimi ideali rimanendo nelle proprie famiglie e mantenendo le proprie occupazioni. Questa è l’origine della grande Famiglia Francescana che riunisce in sé i tre ordini (frati, monache e laici) e che ancora oggi arricchisce la Chiesa di entusiasmo e freschezza immutati da otto secoli.

Seguire Cristo attraverso Francesco vuol dire scegliere la libertà della povertà che va ben oltre al non possedere beni: infatti la povertà non è un valore in se stessa, ma è un mezzo per attribuire il giusto valore alle cose ed alla vita stessa. Questa libertà si manifesta come capacità e stile di relazione con ogni creatura animata ed inanimata. In un mondo che affida la sua realizzazione al possedere cose e a trarne il massimo profitto, questo messaggio è estremamente attuale. Il Cristo seguito da Francesco è inoltre crocifisso, un uomo di carne ed ossa come quel bimbo nella mangiatoia di Betlemme, un uomo che non ci ha amato “per scherzo”, ma che ha scelto di mostrare il suo Amore nel modo più estremo, con una morte infame destinata a rimanere “scandalo per gli Ebrei e stoltezza per i pagani”.

Il vedere tutti i partecipanti soddisfatti di aver rivissuto i passaggi fondamentali della vita di S. Francesco oltre che al solito “transito”, ci ha dato maggiormente forza di gruppo…  Sicuramente il nostro “fraticello” è rimasto compiaciuto del nostro operato.

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